Villa MuscasNegli ultimi decenni dell'Ottocento, per effetto dei primi concreti interventi innovativi operati dalla monarchia sabauda in Sardegna (in seguito all'unificazione nazionale e a più di un secolo e mezzo di distanza dall'insediamento nell'isola), alcuni settori dell'economia sarda registrarono un significativo sviluppo produttivo con positivi riflessi sull'intera società. In questi anni, infatti, vengono resi esecutivi i progetti per la costruzione e l'ampliamento di una rete stradale che riduceva l'isolamento plurisecolare delle popolazioni delle zone interne col resto dell'isola, tanto che la presenza di vie di comunicazione tra le varie zone e i vari villaggi favorì l'incremento della produzione e del commercio.suino sardo Vennero potenziate le linee marittime con la penisola e cambiarono, anche se lentamente, sia gli attrezzi da lavoro sia i carri. Questi ultimi risultarono strutturalmente più consoni alle nuove strade e anche l'aratro in legno venne sostituito da quello in ferro.Il "trenino verde"

Agli inizi degli anni '70, dopo alterne e contrastate vicende, vennero inaugurati anche i primi tratti delle linee ferroviarie, e un ruolo non indifferente rivestì nell'isola l'incremento degli istituti di credito agrario, quantomeno fino a che negli anni '80 non furono proditoriamente portati al dissesto da interessi speculativi.

Mentre la produzione cerealicola stentava a adeguarsi alle nuove esigenze di produzione e di mercato, lavoro nei campi (da comunesuelli.it)nonostante un discreto sviluppo dell'industria molitoria (concentrata però nelle mani di poche famiglie della borghesia cagliaritana), ebbe più fortuna, invece, il settore dell'industria vitivinicola che con l'impianto di diverse migliaia di ettari nel Campidano di Cagliari determinò un effettivo sviluppo economico dell'intera zona interessata. Ciò avvenne grazie alla proficua e capillare iniziativa dei piccoli e medi contadini che in quegli anni a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento seppero superare, prima le difficoltà indotte dalla lotta delle tariffe doganali con la Francia, poi quelle causate dalla fillossera che distrusse in pochi decenni tutti i vigneti. Questi però furono in breve tempo ricostituiti su ceppi di vite americana. Il commercio del vino risultò essere così una delle maggiori risorse produttive dell'isola: il movimento dai centri vicini dei carri sormontati dalle botti, in direzione del porto di Cagliari o verso le stazioni delle nuove linee ferrate che lo raggiungevano, era ormai un evento ordinario.

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